Felicità e beni relazioni

Le bonheur et les biens relationnels

Presque inconnue en France, une certaine pensée économique italienne contemporaine est très vivante… et proche du MAUSS. Deux courants méritent particulièrement d’être signalés : l’école de « l’economia civile », qui montre comment depuis des siècles, en Italie, on fait la théorie d’une économie de marché non prédatrice et dévastatrice. L’équivalent, en quelque sorte, pour l’économie, de ce que l’humanisme civique (ou républicain) est au libéralisme selon Pocock ou Quentin Skinner. L’autre école est celle de « la felicità », qui développe une réflexion originale sur les conditions du bonheur. Luigino Bruni, qui se situe au confluent des deux écoles, présente ici de manière synthétique les réflexions de l’école de la felicità, et s’attarde plus particulièrement sur la notion de biens relationnels, « beni relazionali ». Autrement dit, et pour le formuler dans le langage du MAUSS, de tous ces biens dans lesquels le bien importe plus que le lien. À noter plus particulièrement, peut-être dans ce texte, sa dimension autocritique, courageuse et importante. Alors que la réflexion sur le bonheur et sur les biens relationnels permet une critique à la fois solide et bien argumentée de la pensée économique dominante, il apparaît qu’elle débouche, dans le sillage du dernier Amartya Sen, sur une relativisation de l’idéal du bonheur, comme on le voit à la fin de cet article de Bruni. Car il peut être plus important de faire ce qu’on croit être bien que de viser son bonheur. Où il apparaît que parfois, non seulement le lien importe plus que le bien (au sens de l’utile, et du bonheur), mais que le bien (au sens de ce qui est éthiquement souhaitable) importe plus que le bien (au premier sens) et que le lien. A. C.

C’è un certo pensiero economico italiano contemporaneo, quasi sconosciuto in Francia, che è molto vivo e vicino alla filosofia del Mauss. Due le correnti che in particolare meritano di essere segnalate : la prima è la scuola dell’« economia civile » che mostra come in Italia, da secoli, si fa una teoria dell’economia di un mercato che non è né predatore né devastatore. L’equivalente, in qualche modo, per l’economia, di quello che l’umanesimo civico, o repubblicano, è rispetto al liberismo
secondo Pocock o Quentin Skinner. Il secondo filone di pensiero che sviluppa una riflessione originale è quello sulla « felicità ». Luigino Bruni che si trova alla confluenza di queste due correnti di pensiero economico, presenta qui sinteticamente le riflessioni della scuola della felicità, soffermandosi particolarmente sul concetto di « beni relazionali ». I beni relazionali, per formulare il concetto in quello che è il linguaggio del MAUSS, sono tutti quei beni in cui è la relazione il bene. Da notare in modo particolare la dimensione autocritica di questo testo, che è coraggiosa ed importante. La riflessione qui esposta da Bruni su felicità e beni relazionali se da un lato fornisce una critica solida e bene argomentata sul pensiero economico dominante, dall’altra, sulla scia dell’ultimo Amartya Sen, relativizza l’ideale della felicità, come si vede alla fine di questo articolo. Fare ciò in cui si crede può essere più importante che mirare alla propria felicità : talvolta non solo il legame è più importante del bene, (nel senso dell’utile, e della felicità), ma il bene, al senso di ciò che è eticamente auspicabile, importa più del bene, (nel primo senso), e del legame. A. C.

La felicità è lo scopo ultimo dell’azione umana, almeno così pensavano i greci, e molti altri filosofi. Lavoriamo, soffriamo, gioiamo, certamente per tante ragioni immediate, ma, soprattutto, perché vorremmo rispondere, più o meno correttamente, a una spinta profonda di realizzarci, di fiorire come esseri umani, di rispondere, quindi, ad una vocazione alla felicità.
Il « surplus di felicità » che si sperimenta dentro e fuori le imprese è anche uno dei segreti di molta economia sociale o civile, che sono essenzialmente strade di « vita buona » all’interno delle faccende ordinarie della vita, come sono quelle economiche. Anche per queste ragioni può essere utile riflettere ancora attorno al rapporto tra economia e felicità, e riprendere il filo di un discorso già iniziato, soffermandoci in modo particolare sul tema delle relazioni umane, che sono spesso il fragile anello di congiunzione tra l’ambito economico e la felicità [...].

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// Article publié le 5 décembre 2011 Pour citer cet article : Luigino Bruni, « Felicità e beni relazioni, Le bonheur et les biens relationnels », Revue du MAUSS permanente, 5 décembre 2011 [en ligne].
http://www.journaldumauss.net/./?Felicita-e-beni-relazioni
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